sabato 29 gennaio 2011

Linguine al nero di seppia alla siciliana

Era da un po' che avevo voglia di un bel piatto di linguine al nero di seppia, ma è un piatto che non ha molto senso preparare per una persona sola, e il moroso, interpellato in merito, aveva sempre nicchiato dicendo che a lui il nero di seppia non piace. Alla fine, dopo un approfondito interrogatorio, è venuto fuori che il nero di seppia da lui mangiato non era altro che pasta o riso tinti di nero, come spesso succede al ristorante, così ieri sera ho preparato il piatto con la ricetta siciliana che mi è stata data qualche anno fa, ed è stato un successone.
Unico inconveniente, le seppie che ho acquistato avevano le vescichette del nero un po' vuote, così il risultato è stato un po' poco carico come colore, ma il sapore non ne ha risentito minimamente.

Ingredienti (x 2 persone): 200 g di spaghetti, 2 seppie giovani della lunghezza di 10-12 cm, non pulite, mezzo bicchiere di passata di pomodoro, 1 piccola cipolla, aglio, prezzemolo, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, olio extravergine di oliva, sale e pepe

Pulire le seppie eliminando la pelle, l'osso, gli occhi e il becco, separare le vescichette del nero dal resto delle interiora, lavare il tutto con cura per togliere la sabbia, quindi tagliare il sacco a striscioline e tritare il resto.
Affettare la cipolla, farla appassire nell'olio assieme all'aglio, aggiungere le seppie, un ciuffo di prezzemolo tritato e la passata di pomodoro.
Insaporire a fuoco vivace, quando inizia ad asciugare bagnare col vino e far evaporare.
Aggiustare il sale, quindi coprire con acqua e continuare la cottura per 20 minuti o finché le seppie sono tenerissime.
Quando manca un minuto al termine della cottura aprire le vescichette del nero e versarle nella pasta, mescolando bene per amalgamare, quindi aggiungere pepe a piacere.
Nel frattempo cuocere la pasta al dente, scolarla e versarla nel tegame con il sugo di seppie, aggiungere un ciuffo di prezzemolo tritato finissimo, e un cucchiaio di olio crudo, saltare brevemente a fiamma viva prima di servire.