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mercoledì 7 maggio 2025

Carciofi alla romana

 Io adoro i carciofi, ma non mi ero mai resa conto di quanto prima di trasferirmi a Berlino. Perché a Berlino è difficilissimo trovarli, e se si trovano non sono buoni: vecchi, fibrosi, tristissimi. Per fortuna, a Pasqua tramite un negozio sardo siamo riusciti a procurarcene qualcuno. Mamme romanesche, non la mia varietà preferita, ma fatti alla romana per accompagnare l'agnello, sono venuti benissimo. La ricetta è semplice, ma la scrivo perché ora che ritrovo i carciofi finisce che me la sono dimenticata.

Ingredienti
8 carciofi romaneschi possibilmente giovani
1 limone
2 spicchi d'aglio
un ciuffo di prezzemolo
qualche foglia di menta
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione

martedì 8 aprile 2025

Pizza tradizionale

 Di tanto in tanto sperimentiamo con la pizza. Dalla pizza in teglia nel forno di casa stiamo passando a qualcosa di più evoluto. Certo, richiede un po' più di tecnica, un po' più di tempo, ma è il prezzo che si paga per mettere in tavola qualcosa di diverso da una fetta di mammut cruda, no? Questa è la prima ricetta che metto sul blog, perché è la prima di cui siamo completamente soddisfatti. È una pizza tradizionale, quindi con olio nell'impasto, la cui particolarità sono le 48 ore di lievitazione. Quella nella fotografia è la versione romana, con pomodoro, mozzarella, acciughine, capperi e una spolverata di origano in uscita. Le altre (in totale erano ben otto, anche se le dosi qui sotto sono per quattro), erano farcite in questo modo:

  • margherita
  • margherita bufala e pomodorini
  • bianca salsiccia e friarielli
  • bianca gouda, bacon, zucchine fritte e menta
  • gorgonzola e wurstel
  • bianca cipolle, 'nduja e ricotta salata in uscita
  • spianata romana
Ingredienti (x 4 pizze da 300 g)
750 g di farina 00 per pizza
487 g acqua
30 g olio extravergine di oliva
22 g sale
1 g lievito di birra fresco
 
 

Preparazione

venerdì 22 febbraio 2013

Mezze maniche all'amatriciana (di Francesco)

L'amatriciana è uno dei sughi tradizionali della cucina italiana, il che significa che ne esistono tante ricette quanti abitanti, quindi, onde evitare le infinite polemiche che spesso accompagnano la pubblicazione di questi piatti, è bene citare la versione. Questa è l'amatriciana che prepara il moroso, e che io trovo buonissima.
Perché le mezze maniche invece che spaghetti o bucatini?
Perché la prima volta che ho mangiato la amatriciana ero a Roma, in una trattoria di infimissimo ordine da qualche parte dietro Termini, uno di quei posti "sporchi al punto giusto" dove si mangiano piatti casalinghi e robusti. Posti per affamati e non per raffinati, ma quella volta io ero molto affamata, e mi servirono una insalatiera di fumanti "sgonfiotti all'amatriciana", mezze maniche, appunto.

Ingredienti (x 2 persone): 200 g di mezze maniche di Gragnano, 1 spessa fetta di guanciale, 1 cipolla, polpa di pomodoro, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 peperoncino, sale, pepe, pecorino romano grattuggiato, olio extravergine.

Rosolare il peperoncino nell'olio, quindi toglierlo.
Aggiungere la cipolla tritata, rosolare qualche minuto.
Rosolare il guanciale tagliato a cubetti, quando è crocante sfumare col vino bianco.
Aggiungere la polpa di pomodoro e continuare la cottura finché il sugo è ben denso.
Regolare di sale e di pepe.
Nel frattempo cuocere al dente le mezze maniche, scolarle e versarle nel tegame con il sugo.
Mescolare bene e servire subito con abbondante pecorino grattuggiato.