Innanzi tutto, occorre spiegare che Teverga è un comune delle Asturie, Spagna. È un paese montano, così mi vien da dire che è giusto che il dolce tipico del luogo di chiami colineta. Ovviamente scherzo, non ne ho la più pallida idea. Mi sono imbattuta in questa ricetta, o meglio in una sua variazione, in un interessante libro di cucina spagnola che ho comprato qualche tempo fa, dove sono raccolti i piatti meno conosciuti, di origine familiare, di questa interessantissima gastronomia. Insomma, niente paella, ma colineta. Si tratta di un dolce delle festività come lo si può concepire in un paese montano. La variante classica è di mandorle, questa, forse persin più povera, di noci e nocciole. Semplicissima da preparare, è piacevolmente profumata di anice, e siccome tende a essere un po' asciutta, l'ho accompagnata con una crema inglese all'anice stellato e arancia.
Ingredienti per la torta 100 g di farina di nocciole 150 g di farina di noci 6 uova 120 g di zucchero 70 g di burro morbido 2 cucchiai di amido di mais 1 bicchierino di liquore all'anice tipo Varnelli 1/2 cucchiaino di sale zucchero a velo per la crema inglese 200 g di latte intero fresco 300 g di panne fresca da pasticceria 6 tuorli d'uovo 15 g di amico di mais 35 g di zucchero 3 pezzi anice stellato 1 cucchiaio di aroma naturale di arancia
Noi italiani odiamo i pani bigi, probabilmente come retaggio del passato, in cui il pane bianco, fatto di farine raffinate, era destinato ai ricchi, mentre i poveri, nel loro pane, ci mettevano tutto quello che avevano. Ma vogliamo parlare dei paesi del Nord Europa, dove il grano cresce male e non riesce a esprimere un grande contenuto proteico? Qui i pani bigi sono d'obbligo, anche perché, se è vero che non di solo pane vive l'uomo, si tratta comunque dell'alimento base praticamente di tutti, anche di quelli a dieta. Però anche nei paesi del Nord Europa c'erano i ricchi, per cui i pani bigi destinati a loro erano magari meno bigi, oppure preparati con qualche ingrediente ricercato, o con tecniche che permettevano di sviluppare leggerezza e profumo. La Germania, che, non dimentichiamolo, nel Medioevo aveva più principi di quanti capelli io abbia in testa (e vi garantisco, sono tanti), ha portato la panificazione dei pani bigi ai suoi livelli più alti, come dimostra il pane di cui al titolo, che poi significa pane misto di grano tenero, preparato a partire da un poolish di segale che fermenta 24 ore. Insomma, benvenuti nel mondo dei pani tedeschi.
Ingredienti per il poolish 200 g di farina di segale scura 200 g acqua 2 g di lievito di birra fresco per l'impasto 650 g di farina tipo 1 450 g d'acqua 16 g di sale 10 g di lievito di birra fresco
Ah, le sfogliatelle. Mi sono sempre piaciute, anche quelle che si vendono al Nord (e per Nord intendo dal Nord Italia fino a qui in Germania), ma l'anno scorso le ho mangiate a Napoli da Blanco in Piazza Dante, pasticceria con la quale il B&B dove alloggiavamo aveva una convenzione, e non sono più riuscita neanche ad assaggiare queste qui a Nord. Ma è arrivato il festival di Sanremo, la serata finale per la precisione, e mi serviva un dolce da divano: qualcosa che si possa tenere in mano, senza bisogno di forchette e piattini. Le sfogliatelle vere e proprie sono fuori dalla mia portata, un po' perché la pasta mi fa letteralmente paura, un po' perché, anche se sta migliorando, la mia manualità non è ancora al meglio, così mi sono venute in mente le sorelle minori delle sfogliatelle, ovvero le frolle, dette anche sfogliatelle santarosa. Cercando in giro per un'esecuzione perfetta, ho capito che tutte le ricette che prevedevano una classica pasta frolla per contenere il ripieno andavano scartate, e che la pasta frolla classica è probabilmente la ragione per cui non ho mai apprezzato fino in fondo le santarosa mangiate in giro. Insomma, qui sotto c'è la ricetta delle frolle preparate ieri, con pasta frolla corrente alla napoletana e un delizioso ripieno aromatizzato con acqua di fiori d'arancio. Siccome di frolla alla fine me ne è avanzata un bel po', l'ho surgelata.
Ingredienti per la pasta frolle corrente alla napoletana 500 g di farina 00 200 g di strutto 100 g di acqua 170 g di zucchero 1 bustina di zucchero con semi di vaniglia buccia grattugiata di 1 limone 2 g di sale per il ripieno 200 cc di acqua 20 g di burro 80 g di semolino 2 g di sale 250 g di ricotta scolata 100 g di zucchero 1/2 cucchiaino di cannella 1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio 100 g di canditi di arancia
Ve lo dico subito: se trovate le busiate e i gamberoni rossi è meglio, ma a Berlino si fa quello che si può e ci si accontenta dei fusilli bucati Barilla che per fortuna in un momento di compassione sono spuntati alla LIDL e dei gamberoni del pescivendolo cinese, che non saranno rossi ma sono freschissimi. Sebbene siano necessari un po' di passaggi, il piatto è tutto sommato semplice, ma di grandissima riuscita anche così, senza busiate e senza gamberoni rossi.
Ingredienti 300 g di fusilli bucati (o busiate) 500 g di gamberoni freschi, con la testa 1 cipolla 1 carota 1 gambo di sedano qualche gambo di prezzemolo una manciata di pomodorini una manciata di foglie di basilico olio extravergine di oliva sale pepe 1 spicchio d'aglio peperoncino in fiocchi
Preparazione
Pulire i gamberi tenendoda parte teste e carapaci. Tagliarli a cubetti, condire con olio e pepe e mettere da parte coperto da una pellicola. In una pentola inserire la cipolla tagliata in due, la carota e il sedano fatti a grossi pezzi, i gambi di prezzemolo, i pomodorini e i carapaci dei gamberi. Rosolare su fiamma vivace, quindi coprire con 1,5 l di acqua fredda, portare a bollore e far sobbollire coperto. Nel frattempo, con una forbice eliminare gli occhi dalle teste dei gamberi. Inserirle nel bicchiere di un frullatore, aggiungere basilico e olio, quindi frullare a crema. Passare la crema attraverso un colino. Tenere da parte il succo estratto, aggiungere il residuo al brodo di carapaci e continuare la cottura ancora per una decina di minuti. In una padella, rosolare leggermente aglio e peperoncino, quindi aggiungere un paio di mestoli di brodo filtrato. Far ritirare un po'. Nel frattempo, gettare i fusilli nell'acqua bollente salata. Dopo due minuti, scolarli e versarli nella padella. Portare a cottura aggiungendo un mestolo alla volta di brodo di carapaci filtrato. Quando la pasta è quasi cotta, regolare di sale e di pepe, quindi aggiungere il succo di teste e i gamberi crudi. Amalgamare bene, quindi continuare a mescolare fuori dal fuoco fino a quando i gamberi saranno rosati. Servire immediatamente.
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Quanto è difficile fare un bisquit? A giudicare dalle tonnellate di fondi per torta industriali vendute dai supermercati, parrebbe un'impresa insormontabile, quasi come scalare l'Everest in infradito e senza alcun allenamento. Aggiungiamo che se si va a googlare bisquit si trovano ricette che possono differire anche di molto, ma che fondamentalmente si dividono in due gruppi: quelle CON lievito per dolci e quelle SENZA lievito per dolci. Il bisquit, però, si deve alzare in cottura, ed ecco sopravvenire la complicazione del montare l'albume a neve e mescolarlo agli altri ingredienti senza farlo smontare. Come venirne a capo senza rischiare di frustrarsi al punto da correre a comprare l'orrenda base industriale che, come la descrive il moroso, è "secca come il deretano di un cammello"? Semplice: affidandosi al pragmatismo di una ricetta della DDR, a cui ho aggiunto solo un piccolissimo tocco per rendere il mio bisquit più goloso. L'ho bagnato con una bagna analcolica vaniglia e limone, ci ho messo crema pasticcera, frutti rossi e una gelatina fatta con l'avanzo della bagna. Non è durata molto, perché hanno fatto tutti il bis.
Ingredienti per il bisquit 3 uova grandi 120 g di zucchero 1 bustina di zucchero vanigliato 100g di farina 20 g di maizena 1 g di sale burro zucchero scuro per la bagna 300 cc di acqua 200 g di zucchero 1 bustina di zucchero vanigliato la buccia di 2 limoni biologici per la crema pasticcera 1/2 l di latte intero 4 tuorli d'uovo 40 g di maizena 120 g di zucchero 1 bustina di zucchero con semi di vaniglia altro frutti rossi a piacere 1 bustina di gelatina per dolci di frutta
Qualche tempo fa, alcuni conoscenti insistevano sul fatto che la cucina spagnola non è niente di che. D'altra parte erano tedeschi e per loro la cucina italiana è solo spaghetti e pizza. Le loro affermazioni, però, mi hanno fatto riflettere sul fatto che conosco davvero poco la cucina spagnola, che quel poco è costituito dai piatti preferiti di Pepe Carvalho, preparati con ingredienti che non saprei dove trovare, e che, soprattutto, non ho mai nemmeno provato a cucinare ricette i sui ingredienti potessi trovare. Da quel giorno ho cominciato a frequentare siti di cucina spagnola e finalmente ho trovato il piatto giusto da cui cominciare, vale a dire la minestra di riso di cui al titolo. La chiamo minestra di riso perché, sebbene sia asciutta, non è un risotto, ma, in ogni caso, oltre che ricchissima ha un sapore straordinario.
Ingredienti 300 g riso per paella 2 cipoll2 1 peperone rosso 1 peperone verde 1 mazzetto di asparagi verdi 1 carota 1 gambo di sedano 500 g di polpo 250 g di gamberi 1 lattina di pomodori pelati 1 cucchiaio di paprica dolce 2 foglie di alloro 1 bicchiere di vino bianco secco qualche grano di pepe nero sale olio exravergine di oliva
Ultimamente fotografare le torte è diventato un po' pericoloso, visto che sono tutti pronti all'assalto con forchette e coltelli, e io non ho lo spirito della vittima. Comunque, perdonata la pessima foto, questa torta è straordinariamente buona e altrettanto straordinariamente facile da preparare. Io ho fatto le meringhe che la ricoprono, ma viene buonissima anche se si usano meringhe del supermercato. Il fondo è fatto con i biscotti Lotus Biscoff, ma viene benissimo anche con i digestive. Insomma, l'unica difficoltà di questo dolce è costituita dal fatto che va preparata il giorno prima e tenuta in congelatore fino a qualche ora prima di essere completata e servita. In teoria poi si conserva per qualche giorno in frigorifero... ammesso che ne rimanga.
Ingredienti per il fondo 250 g di biscotti Lotus 100 g di zucchero per la crema 3 fogli di gelatina 500 g di mascarpone 500 g di quark (o formaggio spalmabile) non magro 60 g di zucchero 1 cucchiaio di estratto di vaniglia 2 cucchiai di succo di limone qualche cucchiaio di latte per le meringhe 100 g di albumi 200 g di zucchero semolato fine 15 g di amido di mais 2 g di cremor di tartaro 1/2 cucchiaio di succo di limone per la finitura 200 g di panna da montare
Il gruppo di pazzi che frequento tre volte la settimana, apparentemente dedito al Karate für Senioren, è formato da simpaticissimi pensionati ex DDR per i quali qualsiasi scusa è buona per festeggiare. Si brinda almeno una volta alla settimana (la gran parte col terrificante Rotkäppchen, altri, me compresa, con acqua o succhi di frutta) per celebrare compleanni e cinture, e poi ci sono le feste, almeno due: quella che chiude gli allenamenti prima dell'estate e quella di Natale. Ovviamente si fa a ognuno porta qualcosa, e se la quantità è sempre più che sufficiente, il gusto, almeno per me, a volte lascia a desiderare, dato che per alcuni la cucina è giusto un locale della casa. Siccome per me non è così, questa volta ho preparato due torte salate, una quiche e una galette. Iniziamo dalla quiche (con qualche piccola modifica, la ricetta proviene da La Cucina Italiana).
Ingredienti per la pasta 180 g di farina 0 70 g di farina di farro 5 g di sale fino 185 g di burro freddo tagliato a cubetti acqua per la farcitura 300 g di patate lesse 1 cipolla rossa 100 g di prosciutto crudo a fette 150 g di gouda stagionatura media grattugiato 3 uova 125 cc di panna fresca olio extravergine di oliva sale pepe noce moscata timo prezzemolo aneto
Comprare selvaggina a km 0 qui a Berlino è facilissimo. La città è piena di selvatici, che vengono tenuti sotto controllo dalle guardie forestali e dai cacciatori di selezione certificati, e la carne, a sua volta controllata e certificata, viene venduta tramite una comoda app. Si sa chi, cosa, come e dove, e questo, rispetto a qualsiasi carne di allevamento, anche biologica, è un gran vantaggio. Fatto sta che qualche tempo fa avevo preso una bellissima coscia di capriolo disossata e aspettavo l'occasione per cucinarla. L'occasione è arrivata, mancava il modo. Alla fine ne ho fatto un sontuoso spezzatino. Coi porcini. E gli gnochi de pan, ricetta tradizionale friulana.
Ingredienti 1,2 kg di capriolo 100 g di prosciutto crudo 600 g di porcini surgelati 3 bicchieri di vino bianco secco 1/2 bicchiere si succo di limone (o aceto bianco) 6 cucchiai di mirin 2 cipolle 1 carota 1 costa di sedano 4 bacche di ginepro 6 grani di pepe nero 300 cc di latte 80 g di burro 30 g di farina 1 spicchio d'aglio 2 cucchiai di un misto di salvia, rosmarino e timo 2 foglie di alloro prezzemolo sale, pepe, noce moscata
Non starò qui a raccontare anch'io la storia di questa ricetta tradizionale, visto che compare a cappello di qualsiasi post che in qualche modo ne parli. Dirò invece che, come mi capta spesso con le celebrate ricette della tradizione, ci ho girato intorno a lungo, indecisa se provarci o no, perché, con la loro apparente semplicità e i due ingredienti in croce, possono portare in paradiso o all'inferno, e la strada per l'inferno, si sa, è costellata di buone intenzioni. Qualche giorno fa, però, un altro piatto mi si attaccato così bene sul fondo di una delle Agnelli che mi sono detta: se non ora, quando? Ed ecco qui gli spaghetti all'assassina.
Ingredienti: 300 g di spaghetti di Gragnano 150 g di passata di pomodoro 1 tubetto di concentrato di pomodoro 2 spicchi d'aglio 3 peperoncini olio extravergine di oliva sale
A casa mia sono abituati bene, così bene che quando il fine settimana non preparo primo, secondo, contorno e dolce, protestano e si sdegnano contro il "piatto unico". Ora, chiamare una moussaka piatto unico è davvero uno sproposito, anche se questa è tutto sommato una ricetta leggermente alleggerita: melanzane grigliate invece che fritte e manzo invece di agnello. Il risultato, però, è assolutamente strepitoso, e infatti dopo averne spolverato una teglia enorme nessuno si è più lamentato.
Ingredienti 5 grosse melanzane 800 g di macinato di manzo 700 g di passata rustica di pomodoro 1 grossa cipolla 2 uova 1 spicchio d'aglio 2 foglie di alloro olio extravergine di oliva 1 l di latte 100 g di burro 100 g di farina sale, pepe, noce moscata abbondante grana grattugiato
L'autunno a Berlino è una stagione che a giorni alterni dura da giugno alla fine di ottobre. Da giugno a metà settembre si alterna con l'estate, poi con l'inverno, finché arriva l'inverno vero e proprio. Questo per dire che capita di avere voglia di cucinare un piatto tipicamente autunnale come i pansoti anche quando è ancora tecnicamente estate. Per farlo, però, è necessario superare un problema di ingredienti, perché la borragine ovviamente non si trova, e quindi come sostituirla? Per fortuna ho trovato un misto di verdure surgelate della Orogel che contiene anche qualche componente amara, e devo dire che alla fine il sapore è risultato non molto diverso dai pansoti mangiati a suo tempo in Liguria. E per ricordare quelli mangiati a suo tempo, li ho tagliati in forma di triangolo, sagoma che tropo più consona di quella a tortello. Siccome mi era avanzato del ripieno, ci ho aggiunto po' di farina e li ho trasformati in gnocchi, che ho condito con formaggio di capra. Ottimi anche quelli.
Ingredienti (per i pansoti) 450 g di farina 00 200 cc di acqua 3 uova 2 buste di verdure miste surgelate 250 g di ricotta 60 g di grana grattugiato 1 noce di burro noce moscata sale pepe (per il sugo di noci) 200 g di gherigli di noce 250 cc di latte 40 g di mollica di pane 40 g di grana grattugiato 30 g di pinoli 1 spicchio d'aglio sale
In Germania esiste una enorme categoria di dolci che condividono il nome di Hefeschnecken, vale a dire chioccioline al lievito. Si tratta di torte di panetteria, che quindi usano il lievito di birra e non quello per dolci. L'impasto non è troppo dolce, e assomiglia a grandi linee a un pane al latte. Il ripieno è di vario genere, ma sempre cremoso. Nella mia versione ho usato un classico pudding alla vaniglia rinforzato e "tedeschizzato" con del quark messo a scolare per aumentarne la consistenza. Il dolce è ottimo tiepido. Freddo le la cava benissimo come sostituto della brioche a colazione.
Ingredienti per l'impasto 500 g di farina per dolci 60 g di zucchero 1 bustina di lievito secco 1 uovo 50 g di burro fuso 1 presa di sale per il ripieno 80 d di zucchero 1/2 l di latte 1 bustina di zucchero con semi di vaniglia 30 cucchiai di amido di mais 2 tuorli d'uovo 30 g di burro morbido 250 g di quark al 40% di grassi (oppure ricotta) per la finitura 1 uovo battuto con un po' di latte mandorle in scaglie more, o mirtilli, o ciliegie sciroppate zucchero al velo
Beh, sì, ultimamente mi è venuta la passione per fare i dolci, probabilmente per via dei vari Bake off in giro per il mondo. C'è da dire che la pasticceria è probabilmente la più tecnica delle varie discipline culinarie, quella più vicina alla precisione della chimica. E io sono pur sempre un chimico. Purtroppo, spesso le ricette che si trovano in giro sono poco precise, per essere gentili, o omettono indicazioni fondamentali, come, per esempio, le dimensioni della tortiera. Per fare questa torta al cocco ho messo insieme due ricette, entrambe francesi, quella della Pâte sablée sucrée e quella del ripieno al cocco. E siccome su questo blog le ricette le metto solo quando, provate e riprovate, sono perfette, si può andare tranquilli.
Ingredienti (per la Pâte sablée sucrée) 250 g di farina 00 125 g di burro freddo a cubetti 50 g di zucchero al velo 1 tuorlo d'uovo 30 g d'acqua fredda 1 pizzico di sale (per il ripieno) 200 di cocco rapé 200 g di creme fraiche 2 uova 100 g di burro 100 g di zucchero 3 cucchiai da tavola di maizena 1 pizzico di sale
Confesso: ho un'insana passione per lo shortbread. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un biscotto di origine scozzese, poco dolce e dalla consistenza un po' sabbiosa, una combinazione che fa sì che io non riesca a smettere di mangiarli ogni volta che riesco ad appropriarmene. Fortunatamente, non so per quale motivo, qui a Berlino non si trovano facilmente. Se non che, qualche giorno fa, guardando la versione tedesca di Backe off, mi sono imbattuta nel Millionaire's shortbread, che sarebbe come dire la versione abarth. Dato che ero troppo assonnata per assistere alla preparazione, anche perché la trasmissione è su una rete privata che si spacca di pubblicità, me ne sono andata a letto, rimandando a internet la ricerca della ricetta. E ho fatto bene, perché ho trovato quella di Paul Holliwood, uno dei miei panificatori televisivi preferiti, quello che io ho ribattezzato "keep it simple", perché leggendo le sue ricette in pratica il piatto si fa da sé. Il suo Millionaire's shortbread, oltre a essere tecnicamente perfetto, ha il vantaggio di essere fatto col caramello salato, cosa che lo rende decisamente irresistibile.
Ingredienti Per la base 150 g di burro 75 g di zucchero 165 g di farina 00 25 g di semola di grano duro 1 pizzico di sale Per il caramello salato 120 g di latte condensato non zuccherato 60 g di Golden syrup (sciroppo di zucchero, si può sostituire con sciroppo d'acero) 150 g di burro 150 g di zucchero muscobado chiaro 1 cucchiaino da tè di sale fino Per la copertura 200 g di cioccolato al 40% monocultivar 50 g noci di macadamia tostate e salate, tritate grossolanamente
Da un po' di tempo parlavamo della pasta fatta in casa senza uova, una sorta di sfida per noi tagliatellari classici all'emiliana. Nel nostro immaginario, questa tipologia di impasto ci avrebbe aperto la porta a tutti i formati che esulano da quelli tipici da "nonna papera" (noi abbiamo una vetusta, splendida Marcato). Insomma che gira che ti rigira siamo finiti sul sito tagliapasta.com e ci siamo comprati il torchietto, con le opportune trafile al bronzo: spaghetti, spaghetti quadrati, paccheri lisci e rigati, e ci hanno detto che la trafila per i maccheroni arriverà presto. La sorpresa l'abbiamo avuta una volta aperto il pacco, leggendo le istruzioni dell'aggeggio: l'impasto per il torchietto è completamente diverso da quello della "normale" pasta fatta in casa. E pensare che noi, dopo attenti studi e letture pensavamo di riprodurre la consistenza del classico impasto all'uovo, ma senza uova! Insomma, ci sono voluti due esperimenti (e mezzo), ma ce l'abbiamo fatta: abbiamo ottenuto dei meravigliosi spaghetti, quelli che si vedono nella foto qui sotto. Nel testo relativo alla preparazione, invece, si possono vedere le foto dell'impasto e degli spaghetti appena usciti dal torchietto.
Ingredienti Per 100 g di semola rimacinata di grano duro, 45 g di acqua e 1 pizzichino di sale.
Pur tenendo conto di quanto pessimi siano i nostri forni (situazione che, per fortuna, è destinata a cambiare in pochi mesi), di tanto in tanto sperimentiamo con la pizza, anche perché ci siamo un po' stancati del consueto impasto, che è vero che lievita in fretta, ma tutto sommato è un po' pesante, essendo a tutti gli effetti una focaccia. Questo nuovo, messo insieme leggiucchiando qui e là sul web, è più idratato e leggero, e con le sue cinque ore di lievitazione è comunque affrontabile senza eccessiva pianificazione. Abbiamo ottenuto due abbondanti pizze in teglia rotonda, condite una metà con bufala e pomodorini e metà con salsiccia e friarielli (quella della foto) e l'altra, metà con provoletta e salsiccia piccante e metà alla marinara, con aglio e origano.
Ingredienti 300 g di farina 00 200 g di farina Manitoba 1 bustina di lievito di birra secco 300 cc acqua 1 cucchiaino di zucchero 10 g di sale 10 g di olio extravergine
Gli scialatielli sono una pasta strana, i cui ingredienti sembrano un po' improbabili. In qualche negozio si trovano già pronti, ma ogni volta che li ho assaggiati, ho avuto l'impressione che si desse un nome "figo" a una pasta che tutto sommato era poco più che un maltagliato. Leggendo, appunto, la lista degli ingredienti previsti per la preparazione fresca, il sapore proprio non mi tornava. Insomma che alla fine abbiamo deciso di prepararli in casa. Il condimento di elezione per questa pasta è a base di pesce - vongole o scoglio - ma l'altro giorno il cinese di riferimento era rimasto senza vongole, così ho acquistato un altro mollusco, di cui non ho capito il nome (ho già detto che è cinese?) e che su un sito di biologia marina ho trovato come "Bivalva a cuore edule". Edule era edule, e anche piuttosto buono, sebbene secondo me la vongola ci sarebbe stata meglio, comunque gli scialatielli sono venuti benissimo e sono stati mangiati con enorme soddisfazione.
Ingredienti (x 2 persone) 200 g di semola rimacinata di grano duro 1 uovo 100 ml di latte (circa) 7,5 g di pecorino romano grattugiato 7,5 g di grana grattugiato 3,5 g di sale 4 foglie di basilico 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva 1 abbondante macinata di pepe
Dei filetti di pesce fresco o delle verdure freschissime fatti al forno vengono benissimo giusto con un filo d'olio e un pizzico di sale. Se però il pesce è surgelato e le verdure sono quelle un po' tristine del discount, non è detto che il risultato sia ottimale. E cosa c'è di meglio, allora, di una golosa panatura che, una volta tostata in forno, conferisca profumo e sapore al piatto? Ovviamente anche il pesce e le verdure freschi ne possono trarre indubbio giovamento, anche alla griglia. Io avevo quattro filettoni di dentice surgelati. molto carnosi, ma, come spesso accade col surgelato, un po' poco saporiti.
Ingredienti 150 g di pane grattugiato 2 spicchi d'aglio un ciuffo di prezzemolo tritato la buccia grattugiata di mezzo limone 1/2 cucchiaino di sale 1/2 cucchiaino di pepe olio extravergine d'oliva
Il programma di questa tre giorni natalizia è "dieci chili in tre giorni", e cosa permette di raggiungere il risultato con maggiore velocità di un piatto sontuoso come il ragù alla napoletana? Il miracolo di questa preparazione è che, nonostante abbia un milione di calorie per cucchiaio, concentrate mediante sei ore di lenta cottura, il sapore è così stuzzicante e avvolgente che sembra un piatto molto più leggero. È solo dopo l'ultimo boccone, mentre si assesta nello stomaco, che se ne percepisce la potenza. D'altra parte, come dice Eduardo De Filippo nella sua omonima poesia, si tratta di sua maestà 'O rraù, mica di una semplice pasta al pomodoro.
Ingredienti (per 6 persone) 4 cipolle dorate 4 salsicce 6 fettine sottili di scamone 6 fettine di pancetta tesa 600 g di costine di maiale 500 di di biancostato qualche cucchiaio di pangrattato un ciuffetto di prezzemolo tritato qualche cucchiaio di pecorino romano grattugiato 1 spicchio d'aglio tritato pepe 100 cc di vino bianco 50 g di concentrato di pomodoro 1 bottiglia di passata di pomodoro (750 cc) 300 cc di acqua olio extravergine di oliva 1 cucchiaio abbondante di strutto 600 g di ziti Ricotta di pecora essiccata