Sarà che abbiamo bisogno di ferie, molto, ma ultimamente ci ha preso il trip della frittura di pesce. Per nostra fortuna, in un negozio di alimentari vicino a casa si trovano le alicette surgelate. Vengono dall'Adriatico, sono piccole come piace a noi, e surgelate così fresche che nella loro vaschetta sembrano vive. Così, di solito il venerdì, allungo la strada di ritorno dal Dojo e mi fermo a prenderle, e il sabato si frigge. Solo che le alicette non sono buone solo fritte. Vogliamo parlarne come condimento di un piatto di spaghetti? Fatto sta che si crea un conflitto di interessi: se si fa una pasta con tante alicette ne restano poche da friggere, se se ne mettono poche, però, la pasta non sa di niente. E quindi? Quindi si chiede aiuto alle alici sottolio, che però devono essere di ottima qualità. Per fortuna, quelle non ci mancano.
Ingredienti 300 g di spaghetti di Gragnano una ventina di alici pulite e spinate 5 o 6 filetti di alici sottolio 1 spicchio d'aglio 1 peperoncino 300 g di pomodorini olio extravergine di oliva sale prezzemolo tritato
Diversi anni fa, quando avevo la passione per gli acquari, il tilapia era uno dei vari ciclidi africani che allevavo. Mai avrei pensato di rincontrarlo e... metterlo in padella. Come ho detto diverse volte, la situazione pesce a Berlino non è esattamente fantastica. Certo, adesso si trovano abbastanza facilmente sgombri e orate, ma serve anche un pesce "da tutti i giorni", quello che si mette in padella senza troppe complicazioni e che va nel piatto con praticamente qualsiasi contorno. Certo, c'è l'ubiquitario salmone, ma dai e dai ci è uscito dalle orecchie. Insomma, che abbiamo scoperto il tilapia. Si trova surgelato, è abbastanza economico, la carne è soda e non si disfa in cottura e assume il sapore di qualsiasi cosa ci finisca assieme in padella. Perfetto. La ricetta, invece, ha una storia: in una puntata della seri Bosh il nostro investigatore va a mangiare con un amico e i due ordinano "Tilapia Veracruz". Incuriosita, ho messo all'opera google e l'ho trovato. Ovviamente, dato che la serie è ambientata Los Angeles, il piatto è di origine messicana.
Ingredienti 4 filetti di tilapia 2 pomodori a cubetti 1 peperone rosso affettato finemente 1 cipolla affettata finemente 1/2 lattina di polpa di pomodoro 1 spicchio d'aglio 3 cucchiai di olive taggiasche denocciolate 1 cucchiaio di capperi 1/2 bicchiere di vino 1 cucchiaio di origano 1 peperoncino olio extravergine di oliva sale pepe nero
A noi il pesce piace moltissimo, ma c'è una cosa che ci manda letteralmente fuori di testa, e sono le canocchie. Trovarle fresche qui a Berlino è impossibile, ma da un po' di tempo a questa parte si trovano surgelate, di buona qualità, e quindi cerchiamo di non farcele mancare. Si tratta di un crostaceo che si presta a un numero pressoché infinito di preparazioni e la cui unica controindicazione è che sono noiose da pulire. Una volta trovato il metodo giusto, però, il limite è la fantasia. Questa volta ci abbiamo fatto un boreto, servito come antipasto.
Ingredienti 1 kg di canocchie 1 scalogno 1 spicchio d'aglio 1 peperoncino 2 cucchiai di passata di pomodoro 1 bicchiere di vino bianco secco un ciuffo di prezzemolo tritato una manciata di pane grattugiato olio extravergine di oliva sale pepe
Ve lo dico subito: se trovate le busiate e i gamberoni rossi è meglio, ma a Berlino si fa quello che si può e ci si accontenta dei fusilli bucati Barilla che per fortuna in un momento di compassione sono spuntati alla LIDL e dei gamberoni del pescivendolo cinese, che non saranno rossi ma sono freschissimi. Sebbene siano necessari un po' di passaggi, il piatto è tutto sommato semplice, ma di grandissima riuscita anche così, senza busiate e senza gamberoni rossi.
Ingredienti 300 g di fusilli bucati (o busiate) 500 g di gamberoni freschi, con la testa 1 cipolla 1 carota 1 gambo di sedano qualche gambo di prezzemolo una manciata di pomodorini una manciata di foglie di basilico olio extravergine di oliva sale pepe 1 spicchio d'aglio peperoncino in fiocchi
Preparazione
Pulire i gamberi tenendoda parte teste e carapaci. Tagliarli a cubetti, condire con olio e pepe e mettere da parte coperto da una pellicola. In una pentola inserire la cipolla tagliata in due, la carota e il sedano fatti a grossi pezzi, i gambi di prezzemolo, i pomodorini e i carapaci dei gamberi. Rosolare su fiamma vivace, quindi coprire con 1,5 l di acqua fredda, portare a bollore e far sobbollire coperto. Nel frattempo, con una forbice eliminare gli occhi dalle teste dei gamberi. Inserirle nel bicchiere di un frullatore, aggiungere basilico e olio, quindi frullare a crema. Passare la crema attraverso un colino. Tenere da parte il succo estratto, aggiungere il residuo al brodo di carapaci e continuare la cottura ancora per una decina di minuti. In una padella, rosolare leggermente aglio e peperoncino, quindi aggiungere un paio di mestoli di brodo filtrato. Far ritirare un po'. Nel frattempo, gettare i fusilli nell'acqua bollente salata. Dopo due minuti, scolarli e versarli nella padella. Portare a cottura aggiungendo un mestolo alla volta di brodo di carapaci filtrato. Quando la pasta è quasi cotta, regolare di sale e di pepe, quindi aggiungere il succo di teste e i gamberi crudi. Amalgamare bene, quindi continuare a mescolare fuori dal fuoco fino a quando i gamberi saranno rosati. Servire immediatamente.
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Quella italiana è senza dubbio la cucina più buona del mondo, ma vogliamo parlare di quella spagnola? Mi ci sto addentrando ultimamente, soprattutto in quella di pesce, e sto trovando ricette dal sapore unico e meraviglioso, semplici da fare e decisamente soddisfacenti. Fatto sta che l'altro giorno dal pescivendolo cinese ho trovato dei piccoli calamari freschissimi e qualche gambero ugualmente molto fresco, così li ho preparati in salsa alla spagnola. Il piatto originale prevedeva di servire questo intingolo su un letto di riso pilaf, ma siamo italiani, no? e quindi ci ho condito dei paccheri.
Ingredienti 300 g di paccheri di Gragnano 500 g calamari una decina di gamberoni 1 spicchio d'aglio 1 cipolla 1 cucchiaino colmo di farina 1 cucchiaino di paprica dolce 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 200 cc di brodo di pesce (o vegetale) olio extravergine di oliva sale pepe prezzemolo tritato
Il piatto è nato un po' per caso, dalla necessità di fare fuori un po' di scorte: mezzo pacco di paccheri dalla dispensa, una confezione di calamari surgelati dal freezer. E siccome i calamari surgelati non è che abbiano chissà quale sapore, ho pensato di dare loro una spintarella con dei capperi. Il risultato è stato davvero molto buono e sono sicura che sarà ancora meglio quando riuscirò a mettere le mani su dei calamari freschi. Chissà se il pescivendolo cinese mi verrà in aiuto...
Ingredienti 300 g di paccheri di Gragnano 500 g di calamari puliti 1 lattina di pelati 2 cucchiai di capperi di Pantelleria 1/2 bicchiere di vino bianco secco 2 spicchi d'aglio 1 mazzetto di prezzemolo 1 peperoncino olio extravergine di oliva sale
Ohibò, e perché mai l'orzo dovrebbe essere greco? Perché in realtà non è orzo nel senso dell'omonimo cereale, ma un tipo di pasta che ha un po' la forma dei nostrani risoni. È di grano duro ed è una pasta tradizionale - il nome vero è "kritharaki" - che nasce un po' come la fregola sarda. Ultimamente l'orzo greco è diventato molto di moda nelle cucine blasonate, tanto che anch'io che lo avevo sempre schifato - troppi risoni in brodino di dado rifilatimi da bambina - ho deciso di provarlo. Devo dire che è ottimo. Attenzione: come tutte le paste tradizionali di grano duro, non aspettatevi una cottura a tempo di record, nonostante il formato piuttosto piccolo.
Ingredienti 250 g di orzo greco 500 g di calamari 1 cipolla piccola 1 spicchio d'aglio 1 zucchina 1 peperone 1/2 bicchiere di vino bianco secco olio extravergine di oliva 1 bicchiere di brodo di verdura 2 cucchiai di concentrato di pomodoro 1 lattina di pomodoro a filetti sale, pepe, prezzemolo tritato.
Mi perdonino i sardi, ma ricostruisco a memoria questa ricetta, gustata qualche anno fa in un ristorante di Milano insieme a una carissima amica purtroppo scomparsa, Francesca Mereu. A memoria e con quello che avevo in casa, perché il piatto non era per niente programmato e un pacchetto di fregola giaceva in dispensa da un po' di tempo. Devo dire che il risultato è stato ottimo, molto simile nel sapore a quello che ricordavo, con forse l'unico difetto del pesce a polpa soda: in freezer avevo del merluzzo, ma ci sarebbe voluta della coda di rospo. Quindi, anche se negli ingredienti ho inserito ciò che ho usato, chi voglia riprovarci si senta libero di sostituire. Come si senta libero di sostituire le cozze con un misto di cozze e vongole, sicuramente il piatto ne guadagnerà.
Ingredienti 250 g di fregola sarda 1 kg di cozze 8 gamberi sgusciati e surgelati 2 totani 300 g di merluzzo 1 lattina di ciliegini gialli olio extravergine di oliva aglio, peperoncino, prezzemolo vino bianco secco
Il nostro problema maggiore è che siamo dei buongustai che fanno la spesa con gli occhi. Non sappiamo resistere a un bel formato di pasta, a una buona bottiglia di vino (io non bevo ma consiglio, e in più ci si mette il sommelier di famiglia), a un invitante taglio di carne, a una verdura appena colta, a un pesce freschissimo. Fatto sta che qualche tempo fa, a uno squisito spaghetto con polpa di granchio abbiamo fatto seguire un'enorme orata rosé al forno. Errore gravissimo, perché dove non erano arrivati gli occhi è arrivato lo stomaco, che ha detto basta, lasciando nella teglia una bella porzione di pesce. Che fare? Beh, c'è il freezer apposta. L'altro giorno, non sapendo bene cosa cucinare per cena e avendo in dispensa dei soba, vale a dire gli spaghetti giapponesi di grano saraceno, ho provato a prepararci una zuppa. Devo dire che anche se si trattava di una versione semplificata, trovata su un sito per studenti giapponesi all'estero, è venuta davvero buonissima.
Ingredienti: 200 g di pesce bianco, anche già cotto 4 gamberi surgelati già sgusciati 200 g di soba 2 cucchiai di olio di sesamo tostato 2 tazze di brodo preparato con 2 cucchiai di dashi liofilizzato 2 cucchiai di miso chiaro 8 funghi cremini 1 tazza di pisellini surgelati 1 pack choi 1 ciuffo di prezzemolo
Con mio grande stupore, è esplosa in Italia l'ansia da granchio blu. O forse dovrei dire senza mio grande stupore, perché qualsiasi cosa in Italia fa esplodere l'ansia, basta che non abbia a che fare con diritti, di qualsiasi genere essi siano. In realtà, sulla mia tavola berlinese i granchi blu sono passati da un pezzo e tutta la discussione non ha fatto altro che farci venire voglia di riportarli di nuovo, anche perché se una specie invasiva è edibile, l'unico modo serio di tenerla sotto controllo è mangiarla. Fatto sta che siamo andati all'enorme centro commerciale asiatico che si trova nella ex Berlino-est, uno dei pochi posti aperti la domenica, e nel freezer di uno dei negozi di alimentari abbiamo incontrato lui, il granchio, che però non era blu ma pescato in Scozia. Vai a vedere gli scherzi del destino! Ce lo siamo mangiato lo stesso.
Ingredienti 1 granchio da 800 g circa 1 spicchio d'aglio 1 scalogno 1 peperoncino 1 mazzetto di prezzemolo 1 lattina di pomodori datterini 1/ bicchiere di vino bianco olio extravergine di oliva spaghetti di Gragnano
Sabato sera. A pranzo ci sono stati ospiti e si è mangiato con una certa dovizia: tagliatelle (ovviamente fatte in casa) con ragù di salsiccia, melanzane ripiene, tiramisù, se non che, un'oretta dopo aver salutato gli ospiti, un'anima inquieta si aggira per casa borbottando: ma io ho ancora fame. L'anima inquieta è ovviamente il moroso, ma io sono una fan di Oscar Wilde: resisto a tutto tranne che alle tentazioni, quindi non mi tiro indietro. Ci vuole però qualcosa di veloce da preparare, tipo una pasta col tonno. Solo che il tonno è noioso. Proviamo con lo sgombro?
Ingredienti: 1 scatoletta di sgombro all'olio di oliva 1 spicchio d'aglio 1 peperoncino 1 mazzetto di prezzemolo 2 cucchiai di olive taggiasche snocciolate spaghetti di Gragnano olio extravergine di oliva buccia di 1/2 limone
Ho cucinato per la prima volta la cernia alla diamantese parecchi anni fa, per una cena tra amiche che poi tanto amiche non si sono rivelate, ma tant'è, sono i casi della vita. Il problema è che, dopo il trasferimento a Berlino, mai più avrei pensato di poter cucinare quel piatto, fino alla comparsa sulla scena del pesciaiolo cinese, che di tanto in tanto orna il suo fornito banco anche di qualche cernia. Così, cogliendo l'occasione del compleanno della suocera, e sperando nella fortuna, ho deciso di realizzare di nuovo la ricetta. La fortuna, sotto forma di una bella cernia da 2,4 kg, mi ha aiutato e qui sotto la si può vedere in tutto il suo splendore. Come si può vedere in tutto il suo splendore il piatto di paccheri che ho realizzato con la carne della testa e delle vongole come rinforzo.
Ingredienti per la cernia 1 cernia di buone dimensioni 500 g di datterini 250 g di olive taggiasche denocciolate 100 di capperi dissalati qualche foglia di alloro prezzemolo tritato grossolanamente olio extravergine di oliva sale pepe 1 bicchiere di vino bianco per la pasta paccheri di Gragnano la carne della testa della cernia parte del suo sugo 1 sacchetto di vongole 1 bicchiere di vino bianco 1 peperoncino 2 spicchi d'aglio prezzemolo tritato sale pepe olio extravergine di oliva
Incredibile ma vero, marinare il salmone in casa per ricavarne una tarate degna di un ristorante è facilissimo, e non richiede mezzi particolari né tempistiche bibliche. Siccome in realtà un po' incredula lo ero, ed ero convinta che i passaggi descritti su un post instagram nascondessero qualcosa, un culinario "noncielodicono", ho deciso di provare, e ho ottenuto in pochissimo tempo di lavorazione, con pochi ingredienti e minimo impegno, il piatto della foto qui sotto. Per dire, la parte più complessa è stata cubettare i pomodorini per il contorno.
Ingredienti 400 g di filetto di salmone senza pelle 500 g di sale grosso 500 g di zucchero bianco buccia grattugiata di quattro lime succo di 1 lime abbondante mazzo di menta fresca 1 avocado maturo olio extravergine di oliva sale, pepe pomodorini e insalata per guarnire
Tempo fa ho fatto una meravigliosa torta al tamarindo (che credo rifarò presto, data la sua freschezza) e mi è rimasta in frigorifero della pasta di tamarindo. Da appassionata di cucina indiana, sapevo già che si tratta di un ingrediente frequente di quella cucina, che viene usato per diverse portate e con diversi ingredienti. Non avevo pensato al pesce però, e invece girellando qui e là ho trovato una ricetta proprio col pesce come ingrediente principale. Si può utilizzar qualsiasi tipo di pesce - salmone a parte, perché il suo sapore farebbe a pugni col tamarindo - e io ho usato dei bei filettoni di merluzzo. Una piccola nota: per la guarnizione non ho usato il coriandolo fresco, come di solito prevede questo tipo di ricette, ma il prezzemolo, perché faccio parte quel ristretto numero di persone per cui, mancando loro un qualche recettore, il coriandolo sa di sapone.
Ingredienti 500 di filetto di merluzzo diviso in 2 pezzi 1 cipolla 1 spicchio d'aglio 1 cucchiaini di Sambal (pasta di peperoncino) 1 cucchiaio di curcuma in polvere 2 cucchiaini di sale fino 1 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere 1/2 cucchiaino di semi di cumino 1/4 di tazza di polpa di tamarindo 1 tazza di acqua bollente olio extravergine di oliva prezzemolo (o coriandolo) fresco
Lo so, non è la prima ricetta di pasta con polpo o polipetto che pubblico su questo blog, ma che ci volete fare? Io adoro questo mollusco cefalopode, come lo chiamano i testi scientifici. So anche che le ricette si assomigliano molto, ma questa è risultata particolarmente buona, sarà che è mutuata da una di chef Cannavacciuolo, l'uomo da battere quando si tratta di cucinare pesce et similia. I polipetti, ovviamente, li ho trovati dal solito cinese,
Ingredienti: 250 g i linguine di Gragnano. 700 g di polipetti 2 spicchi d'aglio 1 ciuffo di prezzemolo 400 g di passata di pomodoro 1/2 bicchiere di vino bianco secco sale e pepe nero macinato olio extravergine di oliva
Il pesce fresco che più facilmente si trova qui al supermercato è il salmone. Negli ultimi anni la situazione è migliorata e si trova anche l'occasionale orata, che però è un pesce impegnativo, non tanto da cucinare (all'orata basta dire di infilarsi nel forno e poi fa tutto da sola) quanto da mangiare, e di solito la riserviamo alla domenica. Solo che a furia di mangiare salmone si ha sempre bisogno di qualche idea nuova per cucinarlo, altrimenti ci si stanca. E non solo per il salmone in quanto tale, ma anche per le verdure con cui accompagnarlo. E siccome, come si dice, fritta è buona anche una scarpa, impanato e fritto il salmone è buonissimo.
Ingredienti 500 g di filetto di salmone senza pelle 1 uovo pane grattugiato 1 cucchiaiata abbondante di semi di sesamo 2 finocchi 1 cipolla rossa 250 g di pomodorini 1/2 bicchiere di vino bianco secco olio extravergine di oliva olio per friggere sale pepe
Com'è che a una lombarda che vive a Berlino può venire voglia di preparare un piatto tipico della tradizione pugliese? Beh, il motore primo per me è sempre la curiosità: si tratta di un piatto di cui ho sentito dire meraviglie ma che non avevo mai assaggiato. Poi c'è il riso: io lo mangerei anche a colazione, invece il moroso non lo ama molto, quindi quando proprio non resisto più alla voglia, mi tocca inventarmi qualcosa per poterlo cucinare. Infine, sono ricomparse le cozze, che qui quando fa caldo non si trovano. Et voià.
Ingredienti 2 kg di cozze 500 g di patate 1 cipolla dorata 300 g di pomodorini 200 g di riso Carnaroli 50 g di pecorino romano grattugiato 1 spicchio d'aglio 1 manciata abbondante di prezzemolo tritato pepe olio extravergine di oliva acqua e sale solo se necessari
Un'altra insalata da preparare col fresco del mattino per poi lasciarla riposare e insaporire fino alla sera per godere di un piatto decisamente gustoso, adatto alla stagione.
Ingredienti 1/2 verzotto piccolo 500 g di patate giovani 500 g di code di gambero crude (anche surgelate) 1 cucchiaio di senape 2 cucchiai di maionese 100 cc di olio extravergine di oliva succo di 1/2 limone grana o pecorino in scaglie a piacere sale e pepe foglie di menta
Il polpo a me piace moltissimo, praticamente in tutti i modi ma soprattutto con le patate. Al moroso, invece, cucinato in questo modo non piace. Fatto sta che mi ritrovavo un polpo in freezer, e in previsione delle ferie il freezer va svuotato. Insomma, facciamoci una pasta. La ricetta non è del tutto originale, bensì una variazione del polpo alla Luciana. Davvero buonissima.
Ingredienti 1 polpo pulito da c.ca 1 kg 1 spicchio d'aglio 1 costola di sedano 1/2 carota 1/2 cipolla 1 peperoncino fresco 1 ciuffo di prezzemolo 500 g di passata di pomodorini 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 1/2 bicchiere di vino bianco secco olio extravergine di oliva sale 200 g fusilloni (o altra pasta grossa)
Il compleanno del moroso è sempre un'occasione per sperimentare nuovi piatti. Una volta si prediligeva il maiale, ma da quando siamo arrivati in Germania, dove il maiale è ubiquitario, l'oggetto del desiderio è diventato il pesce. Dato che la settimana scorsa il negozio di pesce vicino a casa mi aveva stupito con delle magnifiche seppie, in particolare, con una da oltre un chilo servita per cucinare meravigliosi spaghetti al nero, e che le vongole le facciamo spesso, questo volta ho pensato agli scampi, con un trucchetto suggeritomi da una trasmissione con Simone Rugiati
Ingredienti
Per la bisque 1 kg di scampi 1/1 l di brodo di vegetale 1/2 bicchiere di vino bianco 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 1 manciata di riso per minestre 1 cucchiaio di burro 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
Per gli gnocchi 500 g di patate 90 g di farina 00 extrafine 1 uovo