Il petto di pollo sarà anche buono e salutare, ma tende ad essere un po' asciutto e fibroso, con questa ricetta invece risulta tenerissimo e succoso, senza contare che la salsa al gorgonzola gli regala un sapore fantastico.
Vabbè, forse non è proprio dietetico, ma è tanto tanto buono!
Ingredienti (x 2 persone): 1 petto di pollo, 1 cipolla dorata, 100 g di gorgonzola dolce, 1 mestolo di brodo di pollo, 1 cucchiaio di panna da cucina, 30 g di burro, 30 g di strutto, sale e pepe, 2 patate a pasta gialla.
Tritare finemente la cipolla e farla cuocere nel burro senza imbiondirla.
Aggiungere il brodo, farlo ridurre di 1/3, legare con la panna e fondere il gorgonzola a fiamma dolcissima.
Dividere in due il petto di pollo, cospargere uniformemente i pezzi di sale e pepe.
Rosolare il pollo nello strutto caldissimo, girandolo senza forare quando un lato è dorato.
Abbassare la fiamma e continuare la cottura per 8 minuti, girando di tanto in tanto sempre avendo cura di non forare la carne.
Nel frattempo lessare le patate, sbucciarle ancora calde, lasciarle riposare qualche minuto, quindi tagliare a rondelle.
Disporre su ciascun piatto le rondelle di patata, il petto di pollo ben scolato dal fondo di cottura e affettato, distribuire sulla carne e le patate la salsa e servire immediatamente.
Perché il cibo diventa nutrimento dell'anima solo se viene cucinato col fuoco dell'amore
giovedì 7 marzo 2013
martedì 5 marzo 2013
Tagliatelle burro e prosciutto
Che cosa ci vuole per fare un piatto così? praticamente niente, a parte gli ingredienti.
Ingredienti (x 2 persone): 4 nidi di tagliatelle all'uovo, 1 fondino di prosciutto crudo San Daniele, 50 g di burro di pura panna, Grana Padano grattuggiato.
Tagliare il prosciutto crudo a tocchetti piuttosto piccoli.
Sciogliere il burro a fuoco dolcissimo, quando è sciolto aggiungere il prosciutto e far cuocere sempre a fuoco dolcissimo, il prosciutto non deve rosolare, altrimenti diventerà troppo salato.
Nel frattempo cuocere le tagliarelle, scolarle al dente conservando un po' di acqua di cottura.
Versare le tagliatelle nella padella col prosciutto, alzare lievemente la fiamma e mantecare mescolando continuamente, aggiungendo il grana e un po' di acqua se necessario.
Servire immediatamente.
Ingredienti (x 2 persone): 4 nidi di tagliatelle all'uovo, 1 fondino di prosciutto crudo San Daniele, 50 g di burro di pura panna, Grana Padano grattuggiato.
Tagliare il prosciutto crudo a tocchetti piuttosto piccoli.
Sciogliere il burro a fuoco dolcissimo, quando è sciolto aggiungere il prosciutto e far cuocere sempre a fuoco dolcissimo, il prosciutto non deve rosolare, altrimenti diventerà troppo salato.
Nel frattempo cuocere le tagliarelle, scolarle al dente conservando un po' di acqua di cottura.
Versare le tagliatelle nella padella col prosciutto, alzare lievemente la fiamma e mantecare mescolando continuamente, aggiungendo il grana e un po' di acqua se necessario.
Servire immediatamente.
venerdì 22 febbraio 2013
Mezze maniche all'amatriciana (di Francesco)
L'amatriciana è uno dei sughi tradizionali della cucina italiana, il che significa che ne esistono tante ricette quanti abitanti, quindi, onde evitare le infinite polemiche che spesso accompagnano la pubblicazione di questi piatti, è bene citare la versione. Questa è l'amatriciana che prepara il moroso, e che io trovo buonissima.
Perché le mezze maniche invece che spaghetti o bucatini?
Perché la prima volta che ho mangiato la amatriciana ero a Roma, in una trattoria di infimissimo ordine da qualche parte dietro Termini, uno di quei posti "sporchi al punto giusto" dove si mangiano piatti casalinghi e robusti. Posti per affamati e non per raffinati, ma quella volta io ero molto affamata, e mi servirono una insalatiera di fumanti "sgonfiotti all'amatriciana", mezze maniche, appunto.
Ingredienti (x 2 persone): 200 g di mezze maniche di Gragnano, 1 spessa fetta di guanciale, 1 cipolla, polpa di pomodoro, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 peperoncino, sale, pepe, pecorino romano grattuggiato, olio extravergine.
Rosolare il peperoncino nell'olio, quindi toglierlo.
Aggiungere la cipolla tritata, rosolare qualche minuto.
Rosolare il guanciale tagliato a cubetti, quando è crocante sfumare col vino bianco.
Aggiungere la polpa di pomodoro e continuare la cottura finché il sugo è ben denso.
Regolare di sale e di pepe.
Nel frattempo cuocere al dente le mezze maniche, scolarle e versarle nel tegame con il sugo.
Mescolare bene e servire subito con abbondante pecorino grattuggiato.
Perché le mezze maniche invece che spaghetti o bucatini?
Perché la prima volta che ho mangiato la amatriciana ero a Roma, in una trattoria di infimissimo ordine da qualche parte dietro Termini, uno di quei posti "sporchi al punto giusto" dove si mangiano piatti casalinghi e robusti. Posti per affamati e non per raffinati, ma quella volta io ero molto affamata, e mi servirono una insalatiera di fumanti "sgonfiotti all'amatriciana", mezze maniche, appunto.
Ingredienti (x 2 persone): 200 g di mezze maniche di Gragnano, 1 spessa fetta di guanciale, 1 cipolla, polpa di pomodoro, 1/2 bicchiere di vino bianco, 1 peperoncino, sale, pepe, pecorino romano grattuggiato, olio extravergine.
Rosolare il peperoncino nell'olio, quindi toglierlo.
Aggiungere la cipolla tritata, rosolare qualche minuto.
Rosolare il guanciale tagliato a cubetti, quando è crocante sfumare col vino bianco.
Aggiungere la polpa di pomodoro e continuare la cottura finché il sugo è ben denso.
Regolare di sale e di pepe.
Nel frattempo cuocere al dente le mezze maniche, scolarle e versarle nel tegame con il sugo.
Mescolare bene e servire subito con abbondante pecorino grattuggiato.
sabato 9 febbraio 2013
Pane bufalino
L'acqua della mozzarella di bufala non è acqua. Infatti contiene siero di latte, grassi, sale, insomma che è quasi un alimento, ed è un vero peccato buttarla via.
Ok, tenerla, ma per fare cosa? Io ci ho fatto il pane, e il risultato è stata una pagnotta particolarmente morbida, saporita e dal profumo eccezionale.
Ingredienti: Acqua di una mozzarella di bufala (circa 200 g), 130 g di acqua, 1 cucchiaino di malto d'orzo, 1 cubetto di lievito di birra, 200 g di farina integrale, 300 g di farina tipo 1, 9 g di sale, 1 filo d'olio extravergine.
Sciogliere il malto di birra nell'acqua tiepida, sbriciolarvi il lievito e lasciar schiumare.
In una ciotola capiente mescolare le due farine e il sale, aggiungere l'olio, quindi il lievito sciolto in acqua e l'acqua della mozzarella.
Impastare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Coprire con un panno e lasciar riposare in luogo tiepido finché e raddoppiato di volume.
Sgonfiare l'impasto, rimetterlo nella ciotola e lasciarlo lievitare di nuovo.
Ungere uno stampo rettangolare, disporvi l'impasto manipolandolo il meno possibile, coprirlo e lasciarlo lievitare finché raggiunge i bordi dello stampo.
Nel frattempo scaldare il forno a 220 °C.
Cuocere il pane a 220 °C per 15 minuti, quindi abbassare il termostato a 200 °C e cuocere per altri 15 minuti e completare a 180 °C per 18 minuti.
Sformare il pane su una gratella e lasciar raffreddare.
Avvolto in un telo da cucina questo pane si conserva morbido per una settimana.
Ok, tenerla, ma per fare cosa? Io ci ho fatto il pane, e il risultato è stata una pagnotta particolarmente morbida, saporita e dal profumo eccezionale.
Ingredienti: Acqua di una mozzarella di bufala (circa 200 g), 130 g di acqua, 1 cucchiaino di malto d'orzo, 1 cubetto di lievito di birra, 200 g di farina integrale, 300 g di farina tipo 1, 9 g di sale, 1 filo d'olio extravergine.
Sciogliere il malto di birra nell'acqua tiepida, sbriciolarvi il lievito e lasciar schiumare.
In una ciotola capiente mescolare le due farine e il sale, aggiungere l'olio, quindi il lievito sciolto in acqua e l'acqua della mozzarella.
Impastare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Coprire con un panno e lasciar riposare in luogo tiepido finché e raddoppiato di volume.
Sgonfiare l'impasto, rimetterlo nella ciotola e lasciarlo lievitare di nuovo.
Ungere uno stampo rettangolare, disporvi l'impasto manipolandolo il meno possibile, coprirlo e lasciarlo lievitare finché raggiunge i bordi dello stampo.
Nel frattempo scaldare il forno a 220 °C.
Cuocere il pane a 220 °C per 15 minuti, quindi abbassare il termostato a 200 °C e cuocere per altri 15 minuti e completare a 180 °C per 18 minuti.
Sformare il pane su una gratella e lasciar raffreddare.
Avvolto in un telo da cucina questo pane si conserva morbido per una settimana.
venerdì 8 febbraio 2013
Chicche panna e funghi
Ci sono giorni in cui il tempo per fare la spesa e cucinare è ridotto al minimo, piuttosto che mangiare schifezze ci si può rimediare un primo velocissimoe buono con l'ausilio di prodotti di commercio. Questo poi può anche servire in occasione di un ospite improvviso.
Ingredienti: 1 spicchio di aglio, 20 g di burro, funghi misti in scatola al naturale, chicche di patata, panna per cucina, sale, pepe, grana grattuggiato.
In un saltapasta rosolare l'aglio nel burro fuso, aggiungere i funghi scolati e continuare la rosolatura un paio di minuti, aggiungere le chicche con qualche cucchiaio di acqua e spadellare finché l'acqua è assorbita e le chicche cotte. Aggiungere la panna, regolare di sale e pepe, spolverizzare con il grana grattuggiato e spadellare finché il tutto è ben amalgamato.
Serrvire caldissimo.
Ingredienti: 1 spicchio di aglio, 20 g di burro, funghi misti in scatola al naturale, chicche di patata, panna per cucina, sale, pepe, grana grattuggiato.
In un saltapasta rosolare l'aglio nel burro fuso, aggiungere i funghi scolati e continuare la rosolatura un paio di minuti, aggiungere le chicche con qualche cucchiaio di acqua e spadellare finché l'acqua è assorbita e le chicche cotte. Aggiungere la panna, regolare di sale e pepe, spolverizzare con il grana grattuggiato e spadellare finché il tutto è ben amalgamato.
Serrvire caldissimo.
mercoledì 6 febbraio 2013
Polipetti alla Luciana
Che siano polpi, folpi, moscardini o polipetti, li adoro tutti con lo stesso entusiasmo, e se potessi li metterei in padella praticamente ogni giorno.
Questa ricetta proviene direttamente da un vecchissimo libriccino che naviga nella mia cucina, e che si intitola, assai opportunamente, Antica cucina napoletana.
Buon appetito.
Ingredienti: 500 g di polipetti, 500 g di polpa di pomodoro, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 spicchi di aglio, 100 g di olive gaeta (o taggiasche) snocciolate, prezzemolo, iolio extravergine, sale, pepe.
Pulire i polipetti, lavarli e metterli in una pentola calda, senza acqua né olio.
Farli sudare a fuoco vivace per qualche minuto, quindi sfumare col vino bianco.
Aggiungere la polpa di pomodoro, l'aglio, l'olio, le olive e il prezzemolo.
Cuocere per 15 minuti o finché i polipetti sono ben teneri.
Poco prima di spegnere regolare di sale e di pepe.
Si possono mangiare così, con crostoni di pane abbrustolito, oppure usati, come nella foto, per condire un bel piatto di spaghetti.
Questa ricetta proviene direttamente da un vecchissimo libriccino che naviga nella mia cucina, e che si intitola, assai opportunamente, Antica cucina napoletana.
Buon appetito.
Ingredienti: 500 g di polipetti, 500 g di polpa di pomodoro, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 spicchi di aglio, 100 g di olive gaeta (o taggiasche) snocciolate, prezzemolo, iolio extravergine, sale, pepe.
Pulire i polipetti, lavarli e metterli in una pentola calda, senza acqua né olio.
Farli sudare a fuoco vivace per qualche minuto, quindi sfumare col vino bianco.
Aggiungere la polpa di pomodoro, l'aglio, l'olio, le olive e il prezzemolo.
Cuocere per 15 minuti o finché i polipetti sono ben teneri.
Poco prima di spegnere regolare di sale e di pepe.
Si possono mangiare così, con crostoni di pane abbrustolito, oppure usati, come nella foto, per condire un bel piatto di spaghetti.
giovedì 31 gennaio 2013
Marmellata di arance
Se non ora, quando? E' questo il momemento in cui si trovano le arance migliori, le più dolci e profumate, piccoli soli che ci ricordano che prima o poi questo grigiume finirà.
E con queste arance si ottiene una meravigliosa marmellata, la cui unica difficoltà sta nello scegliere la materia prima perfetta: arance a buccia spessa perfettamente mature e polpose.
Io ho usato delle navel a cui ho aggiunto un paio di arance rosse per rendere il colore ancora più accattivante.
Ingredienti: arance, zucchero (750 g di zucchero x 1 kg di arance).
Bucherellare con una forchetta la buccia delle arance, senza arrivare alla polpa.
Metterle in una capace zuppiera e coprirle di acqua. Lasciarle in infusione per 3 giorni cambiando l'acqua 3 volte al giorno.
Tagliare le arance a pezzettini, eliminando i noccioli.
Pesarle e metterle in una capace pentola a fondo spesso, con la quantità di zucchero necessaria.
Mescolare bene e lasciar riposare per almeno 3 ore.
Mettere a fuoco dolce finché lo zucchero non è sciolto, quindi alzare la fiamma e far schiumare per almeno 10 minuti, mescolando per evitare che la miscela caramellizzi.
Abbassare la fiamma e coprire parzialmente la pentola.
Quando la scorza è tenera, frullare grossolanamente con un frullatore a immersione.
Rimettere su fuoco basso, con pentola parzialmente coperta, finché la marmellata raggiunge la densità voluta, sempre mescolando.
Invasare immediatamente.
E con queste arance si ottiene una meravigliosa marmellata, la cui unica difficoltà sta nello scegliere la materia prima perfetta: arance a buccia spessa perfettamente mature e polpose.
Io ho usato delle navel a cui ho aggiunto un paio di arance rosse per rendere il colore ancora più accattivante.
Ingredienti: arance, zucchero (750 g di zucchero x 1 kg di arance).
Bucherellare con una forchetta la buccia delle arance, senza arrivare alla polpa.
Metterle in una capace zuppiera e coprirle di acqua. Lasciarle in infusione per 3 giorni cambiando l'acqua 3 volte al giorno.
Tagliare le arance a pezzettini, eliminando i noccioli.
Pesarle e metterle in una capace pentola a fondo spesso, con la quantità di zucchero necessaria.
Mescolare bene e lasciar riposare per almeno 3 ore.
Mettere a fuoco dolce finché lo zucchero non è sciolto, quindi alzare la fiamma e far schiumare per almeno 10 minuti, mescolando per evitare che la miscela caramellizzi.
Abbassare la fiamma e coprire parzialmente la pentola.
Quando la scorza è tenera, frullare grossolanamente con un frullatore a immersione.
Rimettere su fuoco basso, con pentola parzialmente coperta, finché la marmellata raggiunge la densità voluta, sempre mescolando.
Invasare immediatamente.
martedì 29 gennaio 2013
Spezzatino di camoscio con scalogni caramellati e riduzione di Merlot
Accidenti che titolo, sembra uno di quei menù da nouvelle cousine, stile Pesce veloce del Baltico con contorno di torta di mais per dire polenta e baccalà, come recita un testo di Paolo Conte.
Se non che stavolta il titolo descrive esattamente il piatto, fortemente voluto dal moroso che ha infilato nel carrello della spesa slovena una confezione di polpa di camoscio surgelata.
Ovviamente non è un piatto da tutti i giorni, e se lo si vuole provare è bene farlo adesso che fa ancora molto freddo.
Ingredienti: 500 g di polpa di camoscio, 6 scalogni, 1 bottiglia di Merlot, 1 pezzetto di cannella, 1 spicchio di aglio, 1 rametto di rosmarino, 50 g di zucchero di canna, 30 g di burro, olio extravergine, brodo vegetale, sale e pepe, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 carota, 3 chiodi di garofano
Tagliare il camoscio a cubetti di circa 3 cm di lato, metterlo in una capace zuppiera assieme alla carota, al sedano e alla cipolla sbucciata e steccata coi chiodi di garofano.
Coprire col Merlot e lasciar riposare tutta la notte.
Scolare il camoscio dalla marinata e filtrarla, gettando le verdure.
Scaldare l'olio in una padella a fondo pesante, rosolare la carne a fuovo vivo con l'aglio e il rosmarino.
Togliere aglio e rosmarino dal tegame e aggiungere gli scalogni incamiciati.
Cuocere scoperto a fiamma bassa finché la carne è tenerissima, aggiungendo brodo vegetale se il fondo si asciugasse troppo.
A fine cottura aggiungere il burro mescolando velocemente, quindi regolare di sale e pepe.
Quando la carne è cotta togliere gli scalogni dalla pentola e sbucciarli lasciandoli interi.
Nel frattempo mettere 1/2 litro di Merlot in un pentolino e scaldare a fiamma bassa per cinque minuti, per far evaporare l'alcool.
Mettere lo zucchero in una casseruola e farlo caramellare. Quando inizia a colorire aggiungere gli scalogni e mescolarli delicatamente perché si ricoprano uniformemente di zucchero.
Aggiungere il vino caldo, la cannella e continuare la cottura finché il vino si è ridotto di 2/3.
Disporre lo spezzatino sul piatto accompagnato con della polenta e guarnito con gli scalogni caramellati e la riduzione Merlot.
Se non che stavolta il titolo descrive esattamente il piatto, fortemente voluto dal moroso che ha infilato nel carrello della spesa slovena una confezione di polpa di camoscio surgelata.
Ovviamente non è un piatto da tutti i giorni, e se lo si vuole provare è bene farlo adesso che fa ancora molto freddo.
Ingredienti: 500 g di polpa di camoscio, 6 scalogni, 1 bottiglia di Merlot, 1 pezzetto di cannella, 1 spicchio di aglio, 1 rametto di rosmarino, 50 g di zucchero di canna, 30 g di burro, olio extravergine, brodo vegetale, sale e pepe, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 carota, 3 chiodi di garofano
Tagliare il camoscio a cubetti di circa 3 cm di lato, metterlo in una capace zuppiera assieme alla carota, al sedano e alla cipolla sbucciata e steccata coi chiodi di garofano.
Coprire col Merlot e lasciar riposare tutta la notte.
Scolare il camoscio dalla marinata e filtrarla, gettando le verdure.
Scaldare l'olio in una padella a fondo pesante, rosolare la carne a fuovo vivo con l'aglio e il rosmarino.
Togliere aglio e rosmarino dal tegame e aggiungere gli scalogni incamiciati.
Cuocere scoperto a fiamma bassa finché la carne è tenerissima, aggiungendo brodo vegetale se il fondo si asciugasse troppo.
A fine cottura aggiungere il burro mescolando velocemente, quindi regolare di sale e pepe.
Quando la carne è cotta togliere gli scalogni dalla pentola e sbucciarli lasciandoli interi.
Nel frattempo mettere 1/2 litro di Merlot in un pentolino e scaldare a fiamma bassa per cinque minuti, per far evaporare l'alcool.
Mettere lo zucchero in una casseruola e farlo caramellare. Quando inizia a colorire aggiungere gli scalogni e mescolarli delicatamente perché si ricoprano uniformemente di zucchero.
Aggiungere il vino caldo, la cannella e continuare la cottura finché il vino si è ridotto di 2/3.
Disporre lo spezzatino sul piatto accompagnato con della polenta e guarnito con gli scalogni caramellati e la riduzione Merlot.
sabato 26 gennaio 2013
Corona ai canditi
Io non sono una grande preparatrice di dolci, essenzialmente perché ne mangio molto pochi, però quando ci sono feste qualcosa bisogna ben fare. Oltretutto, parlando di dolci natalizi, io adoro il panettone tradizionale, quello con uvette e canditi, che il moroso detesta, e detesto cordialmente il pandoro, che il moroso adora.
Quindi né l'uno né l'altro, ma una corona di pasta choux con canditi e frutta secca, che va benissimo anche per carnevale.
Ingredienti: 125 g di farina 0, 70 g di burro, 3 uova, 50 g di ciliegie candite, 50 g di cedro candito, 50 g di pinoli, 50 g di uvetta, 1 stecca di vaniglia, sale, zucchero al velo o in granella.
Mettere l'uvetta in ammollo in acqua tiepida.
Aprire la stecca di vaniglia, estrarre i semi, aggiungere baccello e semi a 250 cc di acqua, aggiungere il burro e portare a bollore.
Toglieredal fuoco, estrarre il baccello, e aggiungere, mescolando energicamente, la farina setacciata.
Rimettere sul fuoco e cuocere sempre mescolando per cinque minuti o finché l'impasto non si stacca dalle pareti del tegame.
Togliere dal fuoco e lasciar intiepidire.
Incorporare le uova una alla volta, mescolando finché una è assorbita prima di aggiungere la seguente.
Far raffreddare completamente il composto.
Nel frattempo scolare ed asciugare perfettamente l'uvetta e tagliare a cubetti le ciliegie e il cedro canditi.
Aggiungere al composto uvetta, canditi e pinoli.
Spennellare con del burro fuso l'interno di uno stampo a ciambella, e versarvi dentro l'impasto a cucchiaiate.
Cuocere nel forno preriscaldato a 190 °C per 20 minuti, abbassare la temperatura a 175°C e proseguire la cottura per altri 20 minuti.
Verificare la cottura con l'aiuto di uno stuzzicadenti, che deve uscire dal dolce perfettamente asciutto.
Togliere il dolce dal forno, farlo raffreddare completamente quindi sformare su un piatto di portata.
Decorare la superficie con lo zucchero al velo o in granella e servire con panna montata o gelato alla vaniglia.
Quindi né l'uno né l'altro, ma una corona di pasta choux con canditi e frutta secca, che va benissimo anche per carnevale.
Ingredienti: 125 g di farina 0, 70 g di burro, 3 uova, 50 g di ciliegie candite, 50 g di cedro candito, 50 g di pinoli, 50 g di uvetta, 1 stecca di vaniglia, sale, zucchero al velo o in granella.
Mettere l'uvetta in ammollo in acqua tiepida.
Aprire la stecca di vaniglia, estrarre i semi, aggiungere baccello e semi a 250 cc di acqua, aggiungere il burro e portare a bollore.
Toglieredal fuoco, estrarre il baccello, e aggiungere, mescolando energicamente, la farina setacciata.
Rimettere sul fuoco e cuocere sempre mescolando per cinque minuti o finché l'impasto non si stacca dalle pareti del tegame.
Togliere dal fuoco e lasciar intiepidire.
Incorporare le uova una alla volta, mescolando finché una è assorbita prima di aggiungere la seguente.
Far raffreddare completamente il composto.
Nel frattempo scolare ed asciugare perfettamente l'uvetta e tagliare a cubetti le ciliegie e il cedro canditi.
Aggiungere al composto uvetta, canditi e pinoli.
Spennellare con del burro fuso l'interno di uno stampo a ciambella, e versarvi dentro l'impasto a cucchiaiate.
Cuocere nel forno preriscaldato a 190 °C per 20 minuti, abbassare la temperatura a 175°C e proseguire la cottura per altri 20 minuti.
Verificare la cottura con l'aiuto di uno stuzzicadenti, che deve uscire dal dolce perfettamente asciutto.
Togliere il dolce dal forno, farlo raffreddare completamente quindi sformare su un piatto di portata.
Decorare la superficie con lo zucchero al velo o in granella e servire con panna montata o gelato alla vaniglia.
venerdì 25 gennaio 2013
Penne con carciofi e seppioline
Un primo piatto molto veloce che, semplicemente aumentando un po' le dosi, diventa un piatto unico per chi ha molta fame e poco tempo.
Ingredienti: 80 g di penne di Gragnano, 1 carciofo, 2 seppioline, 1 spicchio di aglio, qualche foglia di prezzemolo, olio extravergine, poco vino bianco, sale e pepe, succo di limone.
Affettare finemente i carciofi e tuffarli in acqua acidulata con succo di limone.
Tagliare a striscioline le seppioline, rosolarle direttamente nel saltapasta senza niente per far uscire l'acqua. Sfumare col vino bianco e far evaporare. Togliere le seppioline e tenerle da parte.
Nella stessa padella versare un filo d'olio, l'aglio a fettine e i carciofi, rosolare.
Rimettere in padella le seppioline, regolare di sale e pepe e continuare la cottura finché verdura e pesce sono teneri.
Nel frattempo cuocere le penne molto al dente.
Prima di scolare aggiungere 1/2 mestolino di acqua di cottura della pasta nel tegame col sugo.
Scolare e versare le penne nel saltapasta, aggiungere il prezzemolo tritato e cuocere a fuoco vivace mescolando continuamente finché l'acqua è assorbita.
Servire immediatamente con un filo di olio crudo e una macinata di pepe.
Ingredienti: 80 g di penne di Gragnano, 1 carciofo, 2 seppioline, 1 spicchio di aglio, qualche foglia di prezzemolo, olio extravergine, poco vino bianco, sale e pepe, succo di limone.
Affettare finemente i carciofi e tuffarli in acqua acidulata con succo di limone.
Tagliare a striscioline le seppioline, rosolarle direttamente nel saltapasta senza niente per far uscire l'acqua. Sfumare col vino bianco e far evaporare. Togliere le seppioline e tenerle da parte.
Nella stessa padella versare un filo d'olio, l'aglio a fettine e i carciofi, rosolare.
Rimettere in padella le seppioline, regolare di sale e pepe e continuare la cottura finché verdura e pesce sono teneri.
Nel frattempo cuocere le penne molto al dente.
Prima di scolare aggiungere 1/2 mestolino di acqua di cottura della pasta nel tegame col sugo.
Scolare e versare le penne nel saltapasta, aggiungere il prezzemolo tritato e cuocere a fuoco vivace mescolando continuamente finché l'acqua è assorbita.
Servire immediatamente con un filo di olio crudo e una macinata di pepe.
venerdì 18 gennaio 2013
Minestrone di trippa
Lo so, lo so, non a tutti piace la trippa, e c'è anche chi la considera pesante.
Per il primo problema non so proprio che fare, per il secondo invece, suggerisco di provare questa ricetta, derivata da quella della trippa alla bergamasca.
Ingredienti: 500 g di trippa pulita e tagliata a striscioline, 50 g di prosciutto crudo tagliato a pezzetti, 1 spicchio di aglio, 1 cipolla, 2 gambi di sedano, 2 carote, 1 zucchina, qualche foglia di verza, 1 porro, 1 scatola di fagioli bianchi di spagna, qualche cucchiaio di passata di pomodoro, brodo vegetale, sale, pepe, olio extravergine, 1/2 bicchiere di vino bianco.
Mettere la trippa in una pentola a fondo pesante e rosolarla sul fuoco per farle perdere l'acqua.
Aggiungere poco olio, l'aglio e il prosciutto, continuare la rosolatura per qualche minuto.
Sfumare col vino bianco.
Aggiungere le verdure tagliate a pezzi, eccetto i fagioli, coprire a filo con il brodo bollente e far riprendere il bollore.
Aggiungere la passata di pomodoro e cuocere coperto, a fuoco bassissimo, finché la trippa è tenerissima.
Quando la trippa è quasi cotta aggiungere i fagioli scolati e sciacquati sotto acqua corrente.
Regolare di sale e pepe, servire caldissimo con grana grattuggiato.
Per il primo problema non so proprio che fare, per il secondo invece, suggerisco di provare questa ricetta, derivata da quella della trippa alla bergamasca.
Ingredienti: 500 g di trippa pulita e tagliata a striscioline, 50 g di prosciutto crudo tagliato a pezzetti, 1 spicchio di aglio, 1 cipolla, 2 gambi di sedano, 2 carote, 1 zucchina, qualche foglia di verza, 1 porro, 1 scatola di fagioli bianchi di spagna, qualche cucchiaio di passata di pomodoro, brodo vegetale, sale, pepe, olio extravergine, 1/2 bicchiere di vino bianco.
Mettere la trippa in una pentola a fondo pesante e rosolarla sul fuoco per farle perdere l'acqua.
Aggiungere poco olio, l'aglio e il prosciutto, continuare la rosolatura per qualche minuto.
Sfumare col vino bianco.
Aggiungere le verdure tagliate a pezzi, eccetto i fagioli, coprire a filo con il brodo bollente e far riprendere il bollore.
Aggiungere la passata di pomodoro e cuocere coperto, a fuoco bassissimo, finché la trippa è tenerissima.
Quando la trippa è quasi cotta aggiungere i fagioli scolati e sciacquati sotto acqua corrente.
Regolare di sale e pepe, servire caldissimo con grana grattuggiato.
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